Una volta c’era la cartolina, oggi il Web…Emigranti nel terzo millennio.
Molto raramente, l'emigrante nel secolo scorso, riceveva da qualche parente più prossimo o amico affettuoso, una cartolina illustrata che rappresentava il famoso Golfo Partenopeo, quattro righe di saluti scritti con una matita e grafia incerta, qualche errore di Grammatica, e lacrime. Tante lacrime, dal destinatario al mittente. La malinconia la faceva da padrone ed accompagnava i pensieri e le vite dei nostri avi. Ma oggi, grazie a Dio, esiste il web e con i vari socialnetworks (Facebook, Twitter e altri) sembra d'essere presenti nonostante ci siano mille e passa Chilometri di distanza. Non nego affatto che di tanto in tanto, mi piace leggere su Facebook che un parente o un amico lontano si ricorda piacevolmente di me e per testimoniare la mia presenza cordialmente saluto e ringrazio; anche lì ritrovo asettica, quell'atmosfera di Casa. Per illudermi d'essere ancora in quel di Napoli, basta ascoltare un pò di musica Napoletana Classica, attraverso le Radio in streaming. Io mi delizio di quelle note che hanno fatto parte della mia infanzia ed accompagnato la mia vita napoletana fino alla matura età. Francamente mi ritengo fortunato rispetto ai pionieri della fine dell'Ottocento, con le loro valigie di cartone, ignorati ed ignoranti a fare i braccianti in terre di altri. I tempi sono diversi, bene accetti ovunque, purché ci sia voglia di lavorare ed onestamente vivere e lasciar vivere in pace. Di tanto in tanto affido anch'io un bacio alla mia Napoli, quella che porto nel cuore, diversa da quella che è oggi, avvinta tra i palazzi del Centro Direzionale, fulcro dinamico di una Metropoli moderna. Quella che serbo dentro i miei ricordi è ben altra, più "nature" (scusate il francesismo), fatto d'immagini sbiadite, condite d'allegria e malinconiche sortite dei miei sogni, alleviate dal Web. Ciao a Napoli, ciao a chi si ricorda di me. Non dimentichiamo che non siamo soli.









































































