Per Natale sotto l’albero, meglio la Cultura o il Gossip?
Prima di affrontare l'argomento del titolo, ritengo opportuna una precisazione. Io non faccio politica, nè sono di parte. Non voglio che le mie parole possano essere travisate o peggio ancora strumentalizzate da chichesia. Io sono un semplice cittadino che ama la scrittura e mi accontento di leggere. Col tempo, e se proprio dovesse accadere, ben venga un mio ripensamento. Ma per adesso, mi pongo delle domande, rivolgo quesiti, prendo appunti, faccio tesoro dei suggerimenti altrui, apro dibattiti che vengono subito chiusi per mancanza di interlocutori, ma sempre e comunque, nel massimo rispetto della dignità dell'Uomo e delle Istituzioni. Se poi, così non dovesse apparire, beh, vogliate perdonare un povero analfabeta che per un momento ha osato scrivere quello che pensa!
A me non piace parlare a vanvera degli altri, inteso in senso lato, ma riflettevo ieri su una notizia apparsa sulle pagine on-line di Repubblica, sull'ultima "fatica" del ben noto e famoso scrittore-giornalista, Bruno Vespa che nientemeno, suppongo autorizzato dal Protagonista, ha svelato, attraverso le pagine di un suo libro, ciò che è avvenuto sui noti fatti delle veline, minorenni o quantaltro e sul nostro Capo del Governo, Cav. Silvio Berlusconi. Certo che se il giornalista avesse scelto un "pincopallino" qualsiasi certamente non avrebbe fatto breccia nelle tasche degli italiani. Eh si, come tutti avranno intuito sarà un mero mezzuccio per guadagnarsi la pagnotta in prossimità delle Feste di Natale. E che male c'è? Quindi chi non comprerebbe, insieme ai doni che vanno messi sotto l'Albero o il famigerato "capitone" per il Cenone, anche un libro che chiarisca i fatti e o le abitudini del nostro Primo Ministro? Ma poi, se scritto dal dottor Vespa, vuol dire che è tutto vero?!!. Signori, attenzione, io ricordo il sagace ed intrepido giornalista che ebbe la fortuna di intervistare Saddam Hussain. Da allora l'ho segretamente idolatrato. Bene, mentre il mondo tremava per l'approssimarsi di un conflitto di cui non si conosceva l'esito, egli da vero "impavido cronista" riuscì a intervistare l'allora capo degli iracheni. Bello davvero. Rimasi incollato alla TV per tutto il tempo, ammirato per le domande che faceva il nostro scrittore-giornalista, la sicurezza che mostrava l'allora Capo dell'Iraq, e il tutto mentre il mondo continuava a tremare. Ricordo anche il dott. Fabrizio Dal Noce, che faceva i reportages da un albergo nel Centro della capitale Irachena. E' dura davvero fare la vita del giornalista, quando per offrire ai lettori/ascoltatori la Verità si rischia la vita. Non li invidiavo per nulla, ma era bello perché vero, non preparato, non fittizio. Certo altri tempi. Per i giornalisti oggi, sono tempi invece davvero leziosi, credo che basti ricordarsi sempre ed ovunque la regola delle cinque "W" (cosa, dove, quando, perché...) e l'ultima che non ricordo... Sarà perché non sono un giornalista. Io sono solo un artigiano della parola, un pensiero che liberamente, ma con discrezione e rispetto, cerca di capire il comprensibile e di giustificare anche l'incompernsibile. Non voglio pensare affatto che ai posteri vogliamo lasciare un libro sulle abitudini "discutibili o meno" del nostro Presidente del Consiglio, sarebbe davvero uno scadimento Culturale. Ma non per la persona del signor Presidente o sulle sue abitudini, è sul concetto che mi pare molto discutibile. E' anche vero che l'importante è che se ne parli, poi nel bene o nel male poco importa. Il senatore Andreotti, docet. Qualche secolo fa, per descrivere la realtà ci si tuffava nel romanzo storico, vedasi Alessandro Manzoni, o venendo alla fine della seconda Guerra Mondiale, su per giù periodo anni 50, per descrivere il momento politico s'inventava una storia in un paese emiliano con il parroco ed il sindaco a farsi guerra amichevolmente, a suon di legnate e benedizioni, mentre un Crocifisso non scandalizzava, anzi faceva da protagonista con i due attori. Chiaramente parlo dei personaggi di Guareschi. Lungi da me il pensiero che è molto più facile scrivere i fatti, suggeriti magari dal Protagonista, che crearli dalla fantasia e renderli vivi e reali, vederli soffrire, per angherie o soprusi e gioire per un raro momento di tenero e verace amore. Io so solo usare la Fantasia, per descrivere la Realtà bastano i giornalisti ed i quotidiani e giornali di Gossip, poi se è questa la realtà che fa Cultura, Vi prego di aggiornarmi! Grazie.
Ricordiamoci, sempre, che non siamo soli. Raffaele Vertaglia.
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novembre 14th, 2009 - 22:55
благодарю вас… я просто млею от вашего сайта или как ещё сказать… я весь день прожила тут… читаю и сохраняю в сердце.. думаю Вы не против…
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Grazie … ho appena mleyu dal tuo sito o come altro da dire … ho passato tutto il giorno qui … leggere e salvare nel cuore .. Penso che non ti dispiace …
novembre 15th, 2009 - 12:44
Che dire? Mi ha fatto piacere…Grazie