Il CriticaMente Non sempre CRITICARE e' male..e commentare non e' letale!.

5feb/100

Continua il sogno…(un breve racconto, anzi meno!)

Gli Altri. (elucubrazioni mattutine)

Io vivo!

Il cuore mi funziona, lo sento palpitare, mi funziona tutto; mi funziona l’udito, al tatto, osservando da vicino una superficie liscia è piacevole, ne avverto  la sostanza e me ne compiaccio; mi sento. Avverto che ogni singola parte, ogni più piccola particella del mio micro-mondo è funzionale, è attiva e mi sento bene. Ma non mi basta, non deve bastarmi, non può limitarsi tutta la mia esistenza all’egoistica constatazione del mio “stare bene”, allora? Sento il bisogno irrefrenabile di rendere partecipe le persone che fanno parte del mio quotidiano. I genitori, i fratelli o le sorelle, mi compiaccio che anche loro sono funzionali e reattivi… Già. Ma non mi basta ancora, in un irrefrenabile bisogno interiore di esternare al Mondo intero la mia gioia e la mia voglia di vivere, entro in chat. Sapete quelle dove ognuno ha un Avatar ed in base a questo, esprime le proprie remore, i propri dubbi, le proprie difficoltà, sentimenti ed angosce…Sì, ma questo prima. Adesso devo comunicare il mio essere al Mondo. Ecco entra quella “con la puzza sotto il naso”, quella che “lo prende con i guanti”, Dio come vorrei poterla avere a portata di occhio, guardarla in faccia e spiattellarle tutte le volte che ha inveito contro questo o contro quello, ma chi se ne frega! Oggi io mi sento bene e voglio comunicarlo a tutti! Provo a scrivere qualche parola che abbia senso, abbia un filo logico, ma nulla di diverso dal mio “Hallo World” riesco a scrivere. Non è la Virtualità il mio Mondo. Il mio Mondo è il mio palazzo, il mio quartiere, la mia città o borgo o paesello. Tutte queste persone che lavorano, si adoperano per permettermi di fare una vita dignitosa  e senza problemi, sono queste persone, altri esseri umani che vivono ma che magari non sanno che io vivo, che ogni più piccola particella del mio essere è in armonia col mio corpo, col mio cervello, con la mia anima…Ma per saperlo glielo devo dire, ok, incomincio col postino! “Buon giorno signor postino!” e lui a me, “buongiorno!” “Come và?”, e lui, quasi un automa, infila in ogni casella postale la corrispondenza che è stata ricevuta, meccanicamente..Poi si ferma improvviso come se avessero levato d’improvviso l’energia elettrica al suo lavoro automatico, mi fissa e dice sorridendo,”benone! E te?” Io lo guardo e vorrei dirgli tutte quelle cose che ho pensato prima ma per brevità, “anch’io bene, grazie!” Lui riprende il suo lavoro automatico, senza battere ciglio, io mi allontano senza disturbare oltre, ma sento che non basta, non è fatto soltanto dal postino il mio mondo. Vedo la parrocchia, dove credo sono stato battezzato, dove suppongo abbia fatto la mia Prima Comunione, don Renato è lì come sempre, ma la sua missione è quella di aiutare gli altri, provare con lui è come fare un terno giocando il giorno dopo l’estrazione. Ok decido di andare oltre, "gli altri" sono altrove, penso. Ma sulle scale della chiesa una vecchina, sta lì tutto il giorno, non ha figli, né parenti, sta lì da che io ne ho memoria, Bene, penso, ecco a chi posso comunicare il mio stato. Mi avvicino e lei mi fissa dritto negli occhi, Mi dai qualche centesimo?” Ed io, “beh, anche di più se vuoi. Ma devi ascoltarmi!” Nel dire ciò prendo dalla tasca una moneta da un euro e gliela porgo, lei, quasi riluttante mi dice, “ma non voglio poi così tanto!” Ed io insisto,” suvvia, prendi! Chissà quanto tempo dovrai aspettare per vederne ancora!” e lei, per nulla offesa, “ eh, dici bene tu! Ma sai che avevo anche delle proprietà?” Ed io, scettico, la osservo mentre continua, “ girando per le strade raccatto un po’ di tutto, la sera poi, vado giù ai ponti a dormire, avevo un materasso vero per dormire, ma dei bulletti gli diedero fuoco, così dovetti arrangiarmi con i cartoni” Io ascoltavo in silenzio,” Anche da casa tua una volta, ho avuto un bel regalo, sai?” Ed io contento d’averle dato qualcosa e vederla sorridere,”una scatola vuota, un cartone”. Io non avevo mai pensato oltre la porta di casa. Tutto si limitasse alla porta. Se buttavo qualche cosa, non andavo all’idea che a qualcuno potesse servire, lo buttavo via, e basta! Poi come se avesse letto nei miei pensieri, sei sempre stato molto generoso, hai buttato via tanta roba che era come nuova. Quei giocattoli che buttasti quasi tre anni fa, li ho portati al reparto dei bambini gravi all’ospedale. Pensa che m’avevano presa per la Befana! Glieli avresti potuto portare tu di persona, e ti avrebbe fatto sicuramente bene. Ricevere un sorriso da chi soffre è davvero gratificante e ti fa apprezzare di più la vita ed il superfluo che buttiamo via. All’improvviso un suono acuto, un sibilo, mi riprendo. Non ho più un corpo, sono una macchina e lavoro continuamente elaborando dati che mi giungono da ogni parte del mondo…Ma allora ho sognato! Magari, qualche microchip è andato in tilt o forse sono io che non riesco più a pensare, ricordare, devo solo elaborare, elaborare, elaborare. Ma dunque, sono un PC! Io per un attimo soltanto o poco più, ho lasciato che la mia mente si librasse libera nel mondo, prima della rete, poi in quello reale…Quella vecchina?  Io non so chi fosse, eppure ricordo di averle parlato…Mi sa che è stato tutto un sogno. Faccio come si faceva una volta, quando non funzionava un Computer, lo si resettava e ripartiva di nuovo ma perfettamente funzionante. Ok  READY…Tutto si è riacceso, funziona tutto alla perfezione, ma non posso dirlo a nessuno. Già. Proprio così è incominciata la mia giornata, credendomi un umano, ma sono solo una macchina, circuiti e cavetti…Nulla di più.

Raffaele Vertaglia 05.02.2010, ricordiamoci che non siamo soli. :-)

26gen/100

MAI+ (il giorno della memoria 27.01.2010) con poesia

Per coloro che come me amano sognare ad occhi aperti, non credo sia facile “dimenticare” ed anche le esperienze negative, eventi tristi, peripezie angosciose, possono nel tempo ritornare alla memoria come in un sogno e trasformarsi in attimi o momenti o situazioni che alla luce del ricordo, con l’età, mutano tanto da diventare lievi e lieti momenti, anche perché sappiamo già come è finita.

Era l’anno 2002. Finalmente, dopo anni di tentennamenti, venni via da Napoli e mi trasferii al nord per cercare fortuna.  Ricordo con un sottile velo di malinconia quando a Modena, per lavoro, all’ora di pranzo andavo alla periferia e qui io vedevo dei cartelli che indicavano un paesino Fossoli. Più che un paese scoprii, poi, che era una frazione di Carpi, nel modenese. Un giorno la curiosità fu più forte della mia proverbiale prudenza ed avvenne un fatto che ancora mi è rimasto lucido ed intatto nella memoria.

C’era un viale con alberi frondosi che facevano ombra d’estate e graziose ali a coloro che lì arrivavano dalla vicina Statale. Sulla destra, venendo da Modena, uno spazio con una rete e mi dava l’impressione, si sembrava una fabbrica. Poi un giorno dissi a mio cognato, Giampiero che considero un fratello, “ma andiamo oltre, magari vediamo la strada dove finisce!” Ma come svoltammo la curva c’era un cartello che mi raggelò il sangue nelle vene, pur essendo estate. Lessi quel cartello che identificava  quel luogo e a scanso di qualsiasi equivoco:

"CAMPO DI CONCENTRAMENTO E TRANSITO".

Rimanemmo entrambi basiti, ammutoliti, stravolti da una realtà così lontana per noi ma che ci fece riflettere non poco. Rimanemmo per almeno una ventina di minuti a vedere da fuori attraverso una fitta rete che ne delimita il confine, ma già da lì si vedeva con gli occhi moderni quelle mortificazioni, quelle sensazioni che a pelle ci hanno tramandato e tramandano ancora quei mattoni. Quei mattoni così vecchi e in parte demoliti, ancora oggi parlano.

Dicono ai giovani delle future generazioni: MAI+ Davvero mi sembrava di sentire i lamenti dei disperati che aspettavano il treno che poi li avrebbe portati molto più a Nord, in Germania o in Polonia, nei vari campi di sterminio. Qui aspettavano il passaggio per la morte. Avevo l’impressione che da quelle baracche uscissero braccia, o corpi, animati dalla disperata voglia di vivere e costretti a dover attendere un’agonia di privazioni, umiliazioni, costrizioni per poi salire sul primo carro bestiame e per loro una sorta di liberazione. Si la morte per molti di quei poveretti, fu come una liberazione. Una morte atroce nel silenzio più profondo, senza remore, né proteste, solo gli occhi fissi nel vuoto ed un salto nel braciere ed è proprio quel silenzio che parla ad ogni uomo di buona volontà, perché non debba più accadere…

MAI+ (poesia)

Mai+ lo dicon quasi tutti ormai

Quasi per gioco, noi sorridemmo sai,

pure al carnefice, sorrisi e cortesia

un dolce canto, lamento e porta via.

Ero lì, distante nel tempo

Il mio tempo lontano dal suo tempo

Un solo soffio di fredda fantasia

MAI+ nel cuore e un verso di Poesia.

Raffaele Vertaglia 27.10.2010

Una foto che ritrae il campo di Fossoli

Una foto che ritrae il campo di Fossoli

La foto è tratta =Da Wikipedia=


22gen/100

La caduta delle Idee. (ennesimo flop in TV)

Una volta, ma questo tanti anni fa, “…quando la TV entrava nelle case degli italiani portando lo spettacolo a domicilio.

Ci vuole molta fantasia per paragonare un piatto di spaghetti ad un mattone.

Ci vuole molta fantasia per paragonare un piatto di spaghetti ad un mattone.

Chi non era mai stato a teatro, con l’avvento della TV, si è ritrovato lo Spettacolo che va dallo spettatore..”come ho riportato anche nel mio ultimo libro, Angeli dal sesso opposto, Ed. Aletti. Fare uno spettacolo per il gusto o il “buongusto” degli spettatori è davvero impensabile oggigiorno. C’è una varietà inutile di spettacolarizzare ad ogni costo anche le cose più impensabili: abbiamo portato i VIP sulle isole misteriose, poi li abbiamo portati nelle fattorie, mai che li portino ad un centro per il compostaggio direttamente, senza attendere l’AUDITEL!!?Ma che bisogno c’è di “vedere” i vizi privati dei VIP quando già noi, nel privato siamo sommersi di vizi e cattive abitudini? Non basta che nei Telegiornali ci sommergano sempre e comunque di Gossip ( inciuci vari, corna vicendevoli, esasperate storie lacrimevoli). L’ennesimo Flop della TV. Indipendentemente dal canale, come giusto che sia, ma quando un’idea così “malsana” e semplicemente pretestuosa tenta di mettere un Carducci, nobel della letteratura italiana, a confronto con un seppur bravo, pindarico, estroverso, funambolico Fiorello. Tutta la simpatia al bravissimo presentatore, cantante, dall’istrionismo tamburellante, ma misurare la bravura di un uomo del “terzo millennio” con un personaggio così imponente ed importante della nostra letteratura è davvero un’Offesa. Un’Offesa con la “O” maiuscola. E’un’offesa alla memoria di un Grande della nostra Letteratura, che tutto il mondo ci invidia e sinceramente anche lo stesso Fiore lo ha ammesso; un’offesa alla valenza e alla bravura dello showman, che sicuramente ha intuito qualcosa di strano, di stonato..Io stesso l’ho visto impacciato e titubante, quasi non ci volesse “stare” a quel confronto. Infine, e questa è l’accusa più grave, un’offesa all’intelligenza della gente, di chi paga il canone, è un volere a tutti i costi “presentare”, “ricordare” personaggi che hanno fatto epoca, tendenze, correnti, ma non certamente esiste né è pensabile voler a tutti i costi “misurare” la grandezza di un Letterato al pari di uno showman. E’ il concetto che non va, è l’intento che non sta in piedi. In pratica è come se volessi fare un paragone fra un piatto di spaghetti ed un mattone. Senza un metro di giudizio, di paragone con quale misura viene valutata la bontà del piatto di spaghetti rispetto al mattone. Ma non esiste proprio un possibile confronto, ma va fatto fra cose simili, che abbiano caratteristiche affini, un piatto di lasagne, con il piatto di vermicelli, oppure una piastrella di pietra lavica col mattone, è impensabile volere accomunare due cose diverse che nulla hanno a che vedere fra loro e far “votare” sia in studio che da casa la preferenza, ma a chi, per cosa? Mi sa davvero che chi ha avuto questa idea debba soffrire di una grave mancanza di lucidità. Non è la prima volta che un programma tenta di tirare in ballo la Cultura e purtroppo per noi, questa è la cosa che ne esce sempre perdente, sconfitta, non per nostra colpa, purtroppo lo spettatore deve solo contribuire in solido, pagando il canone, per le idee geniali ci sono agenzie che vivono di questo. Eppure lo vorrei conoscere l’ideatore di questo pseudo-programma e chiedergli, nella mia assoluta buonafede e ignoranza, perché mettere a confronto un Nobel per la Letteratura con un presentatore-cantante, seppur di grido, sulla cresta dell’onda del successo, (non dimentichiamo che ha portato in musica la Poesia celeberrima del lo stesso poeta, mi riferisco a San Martino), e chiedergli poi se una “gara” o “competizione” fra personaggi che hanno fatto la Storia e la Cultura del nostro Bel Paese è logicamente pensabile, visto che nulla hanno a che vedere un piatto di spaghetti ed un mattone!

17gen/100

l’impegno della Poesia.

Ero collegato, come spesso mi accade di sovente, su FACEBOOK e su questo "networkchiacchierino" ho letto di uno che si lamentava con toni sprezzanti e scurrili della Poesia. Sissignori. La Poesia che evidentemente gli sarà stato presentato come un viatico alle difficoltà della vita, o la soluzione immediata alle insofferenze che affliggono l'Umanità intera. Magari da fanciullo lo hanno obbligato a leggere e studiare troppe canzonette, spacciandole per Poesia, va da sé che la canzone è espressione d'animo, ma ben altra cosa è la Poesia.

La Poesia non è la soluzione alle problematiche mondiali, certamente no, altrimenti saremmo tutti poeti, ma sicuramente la Poesia è Arte, espressione del linguaggio che alimenta l'anima con la linfa vitale della Cultura. Sicuramente quest'ultima non è fatta per gli avidi, perché saremmo tutti colti;  non è fatta per i cosiddetti "primedonne", quelli che vogliono solo apparire senza essere. Che tristezza, credetemi, quanto mi sarebbe piaciuto avere questo signore fra le mani e fargli rimangiare quelle sconcezze ad una ad una! Fortuna per lui che su Facebook non si può fare alcuna ingerenza. Ma esiste una Giustizia, amici che mi seguite, so che ne siete tanti, anche se non dibattete, so che mi leggete, ed é la giustizia che opera la vita in coloro che sono ingrati verso tutte quelle forme di Arte che silenziose operano per il bene dell'Umana Genia.

Una volta mi è stato chiesto, "per te cos'é la Poesia!" La Poesia, risposi, è un faro, una luce splendente che non muore; può essere paragonata al sole. Il nostro astro splende, qualunque cosa accada sulla terra, pure se coperto di nubi da paura, il sole c'é e splende, riscalda, irrora, anche se non lo si vede, ma si avverte la sua luce che trafigge le coltri nuvolose e nebbiose e che gioia al cuore quando questa luce ci illumina, ci avvampa, ci riscalda.  L'Umanità è, purtroppo, spesso vittima  di nefasti eventi che ci fanno dimenticare a volte, quanto sia bello vivere inondati da quella luce così radiosa e splendente. Ma sicuramente, il poeta sa quando è il momento di tacere, perché il silenzio a volte parla molto di più di 1000 immagini. In quel silenzio che sembra "morta" la Poesia, é lì  che si enuncia un torto, un'ingerenza, una violenza.

Cortei di protesta nel 1968

Cortei di protesta nel 1968

Forse la voce dei Poeti si sarebbe dovuta levare imperiosa e potente perché nel '68 non si è fatta la rivoluzione, o meglio è stata una  blanda rivoluzione? Ma noi siamo italiani, allora avevamo solo i cori per le processioni al Cuore di Gesù, altroché protesta! La sera dovevamo andare tutti a cena, la rivoluzione può aspettare! Nel frattempo in altre nazioni si protestava davanti ai carrarmati e noi basiti a vedere in TV coloro che lottavano davvero! Per la Libertà, per la vita, per il futuro. Facevano le torce umane, s'immolavano per dire "NO!" alle ingerenze del potere della forza e della violenza. Non credete che in silenzio siano morti tanti giovani ed altrettanti poeti siano stati immolati sull'ara della Libertà? Quindi un consiglio, a chi dice che non serve la Poesia o i Poeti, questi servono al mondo perché la luce fulgida della Poesia sia nota a tutti e nel contempo garantisce la Giusta equità dell'essere e non sembrare. Offendere il Poeta è offendere la Vita, quella per cui il Poeta, nel silenzio è pronto ad immolare anche per coloro che offendono, senza collegare il cervello alla manina che poi scrive cose senza senso. Scusate questo sfogo, ma quando ci vuole, và fatto!

Ricordandovi che non siamo soli, buona Domenica. Raffaele Vertaglia. :-)

5gen/100

Angeli dal sesso opposto (la Trama).

Da più parti è stata richiesta e penso con ciò di fare cosa gradita a coloro che curiosi, vogliono sapere se vale la pena comprare il mio romanzo oppure continuare a spendere quattrini per leggere degli unciuci "infiniti" di uno o di un altro, magari composti a tavolino, così giusto per fare business... Non è mia intenzione "scoprire" altarini, nè tantomeno fare scoop eclatanti. Il mio romanzo è per coloro che amano sognare, amano le storie da favola, amano immergersi nell' infinito mondo della Fantasia, dove l'impossibile diventa attuabile ed i sogni si allenano divenire  "Realtà", ma sempre col nostro benestare.

Angeli dal sesso opposto. Ed. Aletti.

Angeli dal sesso opposto. Ed. Aletti.

ANGELI dal sesso opposto, Ed. Aletti.

Il mio romanzo in poche righe:
Questo mio lavoro d'esordio vuole essere una testimonianza di vita, non tanto puramente religiosa, quanto di vita vissuta. Il protagonista è l'Uomo con le sue convinzioni, la sua Fede sia in Dio, ma anche e soprattutto nel proprio "prossimo".
Una piuma, innocente, senza alcuna velleità, sospinta solo dai venti cade, per combinazione dinanzi ad un bimbo, che mostra tutto il suo interesse per questa normalissima penna, pensandola persa dalle ali di un angelo, trasformata dalle proprie convinzioni, in uno strumento divino, apportatore di mirabilie salutari, quasi come un "ancestrale" talismano.
Ma ottenere grazie e fare miracoli non è cosa di tutti i giorni, e nemmeno è alla portata di tutti;
è la fede inculcata in questo ragazzino che diventa cemento su cui costruire il meglio sempre a favore
del prossimo per poi compiere cose straordinarie.
Con il passare del tempo, diventerà un sacerdote. Al servizio di quella comunità. (Ovviamente) Anche questa, inventata.
L'Evangelico passo del "Buon Pastore" che tralascia l'intero gregge per ritrovare e riabilitare le
"pecorelle" smarrite sono l'impegno cardine che spinge il prelato a cercare di capire, sovvertire e
combattere il Male, che si manifesta in diverse occasioni e contro il quale, il nostro, si dimostra
ferreo nelle risoluzioni.
Un prossimo che don Lorenzo ama è anche il maestro della locale scuola, il quale, avendo precedenti solo di dicerie cattive e subdole, dovute al suo appartarsi dalla società, avrà difficoltà di intenti, grazie anche all'impegno preso con don Lorenzo di accompagnarlo a Padova per incontrare un'altra pecorella smarrita, la "terribile" Terry. Donna maliarda, che esplica il lavoro più "vecchio" del Mondo, la meretrice.
Ovvio che ai nostri giorni e con l'apporto della tecnologia moderna, la rete Internet, ha un blog personale e da questo, adesca i suoi clienti.
Il maestro, rimane affascinato da questa donna, la quale però mette in moto un processo di "distruzione"
fisica verso il povero don Lorenzo, ma che il caso vuole, viene martoriato a sangue il maestro al
posto del reverendo.
A questo punto la Redenzione è davvero fattibile, poichè, "solo chi cade può risollevarsi" e con l'Amore
questi "reietti" della Società sono invece proprio quelle angeliche presenze, che allietano la vita
interiore di ogni essere umano credente in Dio e nel Prossimo. Questo, una sorta di riassunto, molto sintetico... Spero che sia abbastanza per fare capire il tipo di storia che troveranno tutti coloro che acquisteranno il mio libro. Non è semplice pubblicità, è davvero bella la storia, e sarebbe per me una bellissima cosa poter condividere con voi tutte le emozioni che questo mio primo lavoro ha apportato alla mia indole, già di per sè incline al prossimo.

Nell'attesa di avere da voi notizie sul mio lavoro, le Vs. impressioni, anche le critiche, tutto serve, per crescere e fare di un libro scritto per "pochi" intimi un romanzo piacevole per tutti.

Nel ricordarVi che il romanzo è reperibile nelle Librerie del Circuito Feltrinelli e sul sito Aletti e che non siamo soli, Vi saluto amichevolmente. Raffaele Vertaglia.

31dic/090

Lettera aperta al Nuovo Anno.

Caro Anno Nuovo,
ti scrivo aspettandoti con trepidazione, perché ho riposto in te tutte quelle speranze che il Vecchio Anno mi ha lasciato
inappagate,irrealizzate, sfatte.

Auguriamoci che il Nuovo sia almeno come il Vecchio.

Auguriamoci che il Nuovo sia almeno come il Vecchio.

Eppure ho aspettato e sperato che per ogni giorno dei suoi 365 fosse quello "buono",
invece smentendo le mie aspettative, mi sono ritrovato come ieri sperando nel domani, certo che almeno uno dei tuoi 365
a venire sia, non dico positivo, ma che almeno io possa annoverare tra i miei ricordi lieti.
Il Vecchio Anno sta ormai raccogliendo le sue ultime cose e nei preparativi per lasciarti posto ha definito che è di tua
pertinenza il prosieguo della vita che ci attende. Ed è per questa ragione, che in te ripongo tutte le mie disattese
speranze, perchè tu possa fare che per una volta dall'alba fino al tramonto sia ogni giorno come io speravo e del crepuscolo
riposo al mio rancore. Fa che io possa annoverare fra i miei rari momenti belli almeno un giorno in più di quello che va via.
Nel Mondo continua ad esserci la fame, la povertà, l'indigenza ed i cori disperati aumentano sempre più.

Un asino che ostinatamente scrive, io!!

Un asino che ostinatamente scrive, io!!

Lo so che tu non
sovverti nulla di quanto predisposto dal Destino, ma almeno per una volta quando tu sarai "Anno Corrente" fa che smettano
le guerre, ai poveri allevia l'indigenza e se proprio non puoi farne a meno, fa del mio silenzo Amore e della Vita innamorato sia!

Ricordiamoci che non siamo soli :-)   Buon Anno a Tutti. R.le Vertaglia.

27dic/090

Un “DONO” per plasmare l’Uomo.

Buon giorno, oggi vorrei parlarvi di un argomento molto in voga in quest'ultimo periodo, il regalo. Perché abbiamo bisogno del regalo? Da che il Mondo è  mondo, l'Uomo ha da sempre cercato di vedere con gli occhi dell'immaginario collettivo il dono come una gratifica per una condotta uniformata allo stile di vita dell'intera comunità. Per questo, quindi, sono venuti a mano a mano i vari doni, portati ora dalla Befana, ora da Babbo Natale, o magari dal Bambinello Gesù. Tutti questi Personaggi che fanno parte del nostro mondo infantile riprendono vita e forma nel prosieguo della nostra esistenza, continuando a trasfonderlo anche ai nostri figli.

Viene viene la Befana

Viene viene la Befana

La Befana, vecchina "fatata", col suo naso adunco, con brufolacci e pochi capelli ispidi che fuoriescono dal suo cappellaccio nero appuntito e a falde larghe in testa, che per portare i doni con la sua gerla ha bisogno di volare cavalcioni di una scopa. Un mostro della nostra infanzia dunque, ma tanto attesa il 6 Gennaio. Un pò come i Re Magi che portano doni importanti e simbolici al Re dei Re, nato qualche giorno prima ed adagiato su di una mangiatoia. Dal sito carabefana.it ho preso questa che mi sembra la più semplice ed appropriata storia della Befana; i Re Magi pare abbiano un giorno bussato alla vecchina e chiedendole dove fosse il palazzo del Bambino nato nella notte del 25 Dicembre, siccome la vecchina conosceva bene la strada, gliela indicò. Pare che appena furono andati via i Re Magi, la Befana pare, sia stata colta da pentimento per non averli accompagnati ed allora si precipitò casa per casa sperando di vedere anche lei il Re dei Re e lasciando doni e dolciumi a tutti i bambini, ma carbone nero a quelli cattivi e monelli. Per Babbo Natale, Santa Claus è diversa la storia. Questo il sito. Ne esistono varie e tante, ma quella che maggiormente pare abbia fatto presa nell'immaginazione delle comunità d'oltreoceano sia quella di un ritrattista Thomas Nast, che nel 1862 e successivamente nel 1886, disegnò delle tavole nelle quali compariva l'attuale Babbo Natale.

Babbo Natale nel suo particolare abbigliamento.

Babbo Natale nel suo particolare abbigliamento.

Anche la casa del Polo Nord e gli gnomi, ed i nomi delle renne, tutto questo fu ideato da Thomas Nast. Ripreso successivamente dalla Cocacola durante la campagna pubblicitaria natalizia del 2005, sostituendo agli orsi polari, il caro e beneamato Babbo Natale. Babbo Natale, comunque, nasce dal vescovo Santo, Nicola, che indossa una mitra rossa, come rosso il suo abito talare e con un pastorale d'oro porta doni ai bimbi buoni. Ma avete fatto caso, che tutti questi personaggi, tendono sempre e comunque a premiare i bambini buoni. Come diceva una pubblicità farmaceutica, "non esistono bambini cattivi, solo indisposti!"

Ricordiamoci, sempre, che non siamo soli! Raffaele Vertaglia :-)

25dic/090

Che il Natale sia!

Buon Natale a tutti.

La copertina del libro Angeli dal sesso opposto. Ed. Aletti

La copertina del libro Angeli dal sesso opposto. Ed. Aletti

Non è la solita solfa accattivante per far si che propendiate poi a correre nelle Librerie del circuito Feltrinelli o sul sito dell'Aletti per acquistare il mio romanzo "Angeli dal Sesso opposto". Non è così, anzi volevo solo fare, a tutti coloro che assiduamente su questo blog mi seguono, degli auguri speciali. Perché possiate davvero vivere la gioia della vita attraverso la nascita di un "Frugoletto", che sia vero o inventato, poco importa, importa invece che viviamo nella

Il Natale deve essere nei nostri cuori per tutti.

Il Natale deve essere nei nostri cuori per tutti.

convinzione di non essere soli su questo Mondo, ma che ci sono milioni di anonimi nostri prossimi che hanno bisogno della nostra fede nell'Uomo e nella Generosità. Buon Natale, ovunque voi siate e possiate davvero realizzare le cose più belle per voi, i vostri cari e per coloro che soffrono un augurio particolare, affidatevi al cuore. Dio è Grande e sa leggere nel cuore dei più piccoli dell'Universo: l'Uomo.

Ancora, Auguri. Ricordiamoci, dunque, che non siamo soli. Raffaele vertaglia. :-)

19dic/090

Nevica. Fra la Natura e la Civiltà.

Bella sorpresa questa mattina al risveglio. 19.12.2009

Tutto acquista un colore soffice, pur se gelido.

Tutto acquista un colore soffice, pur se gelido.

A Spinea, nel veneziano, son caduti c.a. 15-20cm.

A Spinea, nel veneziano, son caduti c.a. 15-20cm.

Una coltre nevosa candida, soffice e gelida ricopre tutto il paesaggio. Tutti i vari siti di metereologia annunciavano la Dama Bianca, dappertutto al Nord tranne che che nel Veneto, o meglio si ipotizzava una spolveratina appena visibile sui tetti, che invece la realtà morfologica del Triveneto ha pienamente smentito. Probabilmente è caduta una quantità tale da accumularsi circa oltre i 15 cm. al suolo.  Stamattina ho dovuto accompagnare mia figlia Valentina a Mirano, una cittadina subito seguente a Spinea. Beh a parte qualche problema stradale dovuto ad un autobus di linea in panne che ha rallentato notevolmente il traffico, poi tutto è stato risolto nella maniera più veloce dai tecnici dell'Actv e dei Vigili Urbani che hanno subito fatto uscire i mezzi spargisale, onde evitare sbandate e sterzate involontarie delle auto private. Comunque, a meno di 20 Km./h siamo giunti in quel di Mirano e qui ho potuto vedere ed osservare un paesaggio nuovo e meravigliosamente bello.

Potrebbe sembrare un paesaggio nordico, invece è solo nel Veneziano.

Potrebbe sembrare un paesaggio nordico, invece è solo nel Veneziano.

La Natura che mostra il più bello dei paesaggi innevati. Un pettirosso saltellante tra i rami di un pino e un muretto, neanche il tempo di fargli una foto che subito è scappato via. Un merlo che si ripara dalla neve tra i rami di un oleandro, il quale a sua volta è carico all'inverosimile dal peso della neve. Anche qui non sono riuscito a catturare l'immagine, ma è stato un momento davvero unico. Poter vedere con gli occhi moderni un momento di vita di altri abitanti del nostro pianeta, che a volte dimentichiamo perfino che esistano. Noi, apriamo gli ombrelli o indossiamo qualche impermeabile, ma questi poveri volatili come se la cavano senza lo spirito di adattamento che noi non abbiamo più? Abituati alle comodità, ai condizionatori, se dovessimo gareggiare con la Natura, penso proprio che dovremmo arrenderci. L'Uomo non può competere, nè distruggere ciò che Lei stessa crea. Possiamo adeguarci e coesistere, aiutandola nel suo corso, perenne ed inesorabile.  Una nota encomiabile per le Autorità che si sono prodigate sin da ieri per i "senza fissa dimora",  i cosiddetti "barboni", autorizzando la non chiusura della sala d'attesa della stazione ferroviaria di Mestre durante le ore notturne. Che almeno abbiano un tetto in queste ore di Ghiaccio.

Ricordiamoci, sempre, che non siamo soli. :-)

Raffaele Vertaglia

14dic/090

Se le “cose” non vanno come penso, mi devo vergognare d’essere italiano??

E’ da molto tempo che non scrivo più sul mio blog. Non che mi sia passata la voglia, anzi, ma gli impegni di servizio mi tengono, purtroppo, sempre di più impegnato. Quest’oggi vorrei parlarvi di un pensiero che mi è balenato ultimamente. Dopo che dagli States sono arrivate critiche al nostro “modo” di giudicare, come se in altre parti della terra esista solo ed esclusivamente la Giustizia Americana. Se per il nostro ordinamento giuridico una persona che ha commesso un reato, indipendentemente dal Paese di provenienza è “giustamente” perseguito. Mi riferisco al caso “Meredith”. Se proviamo a fare un ribaltone, provate a vedere cosa succede negli States se per caso vi ritrovate ad avere a che fare con la loro Giustizia. E’ comunque inopinabile che “ognuno tiri l’acqua al proprio mulino” e finché questo “mulino” è a stelle e strisce, beh posso anche capire ma quando feroci critiche vengono poi da personaggi di dubbia moralità e per di più i media, ne fanno anche un caso, beh allora vuole proprio dire che io, come cittadino non ho proprio capito nulla. Se per ogni minima condanna ci si deve sentire “offesi” nell’amor di Patria, perché questi derelitti si permettono di  “vergognarsi d’essere italiani “, ma a costoro è stato detto che è l’Italia a vergognarsi di loro?

Così come ci dobbiamo vergognare tutti di quelli che sobillano la “base” contro il Governo, anche di costoro ci dobbiamo “enormemente vergognare”. Non si fa di certo politica assalendo il “Capo” di un Governo, ma si fa terrorismo, violenza gratuita e pazzesca, demenziale. Dobbiamo sforzarci di dare “buoni esempi” ai nostri giovani, non certo dimostrarsi sobillatori violenti , poi alla mercé di certa “stampa” diventare vittime di una società. No, non è così che si vive in una Nazione Civile. Bisogna “dare” per “ricevere”, non affatto “pretendere” e basta.

Succede troppo spesso ahimé, che la nostra Giustizia venga denigrata, gli ideali patriottici minimizzati, quasi come se parlare di Patria apertamente fosse una parola sporca oppure offensiva. Signori, c’è stata “gente” prima di noi, che per darci la possibilità di parlare apertamente si è sacrificata, immolandosi per Essa. Qui, nel terzo millennio, ci permettiamo di sentirci mortificati di appartenere ad una Nazione. Francamente non lo accetto, neppure se dovessi  considerarlo come giustificativo in un momento d’ira. Di torti, grandi o piccoli che siano tutti ne abbiamo ricevuti, ma non per questo mi  devo vergognare d’appartenere ad un popolo, anzi mi devo sentire in colpa perché col mio comportamento scorretto ho causato danni a terzi, al mio prossimo, ai miei fratelli sotto la stessa Bandiera, ho dato un cattivo esempio ai giovani che si sentiranno in sacrosanto dovere di doversi indignare non appena l’occasione sarà propizia. Ma che immagine diamo al mondo intero? Un “condannato” si vergogna d’essere parte di una Società, ma non ha capito che deve sentirsi mortificato di gettare fango sulla nostra dignità di italiani, e a dirla tutta, io mi vergogno che questo “signore” si permetta di dirsi italiano offeso dalla Giustizia! E’ l’Italia che s’indigna di queste pecore zoppe.  I media, bene farebbero a tenere alla larga, forse non lo hanno capito, ma anch’essi, i media, fanno parte dell’Italia, quella di cui si vergogna questo signore.

Non dimentichiamo che non siamo soli. :-)

Raffaele Vertaglia.